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Articoli con tag “Martelli da Guerra

La pattuglia perduta

E’ da poco terminata la narrazione dell’avventura one shot La Pattuglia Perduta (per Martelli da Guerra / Warhammer  Fantasy  Roleplay) sul blog di Ale e ora l’avventura creata da Nicholas è disponibile anche per il download.

L’avventura è molto interessante perché è improntata più sul rapporto fra i personaggi definito nel background che sulla missione assegnata dall’avventura. Nel corso della partita la missione diventa sempre più secondaria rispetto all’agenda personale di ogni singolo giocatore mentre si gioca in un crescente clima di sospetto e tensione.

Prevale in questa avventura un’atmosfera cupa dovuta al contrasto che inevitabilmente finirà per crearsi fra i vari personaggi che a mio parere ben si sposa con la tetra oscurità del mondo di Martelli da Guerra.

Anche se creata per warhammer fantasy roleplay,  l’avventura a mio parere può essere interessante da giocare anche con altre ambientazioni Dark Fantasy,  fra le quali personalmente stavo pensando di riutilizzare in Ultima Forsan. 

Qui trovate la cronaca della partita di Nicholas.

 


Lasciadno Marieburg al suo destino…

Con il rogo di una infima locanda nella città di Marieburg è ufficialmente terminato il progetto condiviso su Blogger ispirato a Martelli da Guerra gestito 4 mani fra me e Kuduk

Nei giorni precedenti avevo già steso un bilancio del progetto ma devo dire che aver concluso questa storia mi da un certo senso di insoddisfazione, non tanto per il progetto del blog, quanto per il fatto che personaggi con un grosso potenziale come Mjolnir e Lacrima si siano arenati al causa di divergenze di opinione all’interno del gruppo di gioco.

Piccolo sciocco dettaglio, la cronaca è abbastanza fedele allo stile di gioco che aveva il gruppo e il master ha ritenuto che interpretare una donna che non sa scegliere se essere una sacerdotessa o un’assassina, uno sventratore che non vuole accettare il suo destino e  una guerriera barbarica in fuga dal suo passato valesse solo un quarto dei punti esperienza per l’interpretazione messi a disposizione dall’avventura.

Giusto per la cronaca, Ciacco (lo sventratore) non era morto contro la bestia di Nurgle, come ho scritto nei miei racconti, quella volta da codardo il nano aveva preferito scappare.

Una settimana dopo per poco non uccise Lacrima dopo che avevamo litigato perché lui aveva chiesto soldi per lo spettacolo mentre Lacrima si faceva fustigare nuda in piazza e quello è stato il punto in cui la storia si è veramente conclusa per abbandono dei giocatori.

Tutto sommato nel riscrivere la storia penso di essere stato estremamente misericordioso con Ciacco. Ora che ho messo la parola fine penso che sia ora di voltare pagina.


Esperimento di Blogging condiviso un bilancio finale

Sta per finire il mio primo progetto di blogging condiviso su Blogger a cui ho partecipato ispirato a Martelli da Guerra egestio (inizialmente) a 4 mani fra me e Kuduk

Quattordici giocatori, tre campagne e due master si sono avvicendati per alcuni mesi sulle pagine di wordpress con un buon inizio, ma probabilmente un risultato finale molto inferiore alle aspettative come ha sottolineato anche Kuduk.

I partecipanti a questo esperimento erano:

I Conversi della Rasata. Gruppo masterizzato da Kuduk. Sulla questione della rasata consiglio questo approfondimento preso dal blog di Dies Irae per capire di cosa si parli. il ghigno è tornato nella parte del comandate baracca ancora una volta e già questa è una garanzia.

I figli del Grifone. Gruppo masterizzato da Kuduk. La cosa spostante in questo gruppo secondo me è che vi sia un altro giocatore che interpreta i panni del Ghingio, spassossimo.

I figli della Perdizione. Un gruppo nato sotto un segno infausto. Avrei dovuto mollare dopo la prima avventura finita veramente male, invece ho stupidamente resistito per i primi due capitoli de i mille troni consegnando due splendidi Concept di personaggi, Lacrima e Mjolnir, al macello.

Devo dire, guardando i lati positivi, che senza questa iniziativa non avrei sicuramente mai terminato di raccontare la storia di Lacrima, Mjolnir e Ciacco. Si è trattato di un’avventura che purtroppo è stata piagata da molti problemi e si è interrotta veramente male con un sapore dolce amaro. Dopo averne scritto un quarto della storia su questo blog mi era passata la voglia di terminarla, ma l’idea di collaborare con un’altra persona che comunque apprezzo, per il poco che conosco della sua vita di giocatore di ruolo sulla rete.

Un secondo problema che si è creato è stata la diversa lunghezza delle storie raccontate, probabilmente se riprovassi mi accorderei con gli altri autori di un blog condiviso su un numero di post con cui ognuno deve contribuire e sul lasso di tempo in cui farlo perché non diventi un canto solitario verso la fine come in questo caso.

Con il senno di poi probabilmente cererei di trasformare la collaborazione in qualcosa di più di un semplice io scrivo e tu scrivi su binari paralleli, ma proverei a capire che spazi ci sono per scambi fra gli autori in modo che diventi veramente un progetto a quattro mani e non solo una coabitazione.

Un’altra questione riguarda la piattaforma da scegliere. Probabilmente se iniziassi un nuovo progetto caldeggerei la piattaforma WordPress. Blogger è decisamente più carene di funzioni fra cui la mancanza maggiore è stata l’assenza di un sistema di notifiche. Seguire i commenti sul proprio blog richiede è ancora possibile monitorando la pagina degli stessi, ma se vuole conoscere le risposte ai propri commenti bisogna visitare la pagina degli autori stessi anche si è degli iscritti al sistema, quando invece  su WordPress si riceve una notifica sul menù principale in caso di risposta.

E ora? Tristemente per un po’ nel modo di Martelli da Guerra non accadrà nulla, anche volessi fare io il master mancherebbero i giocatori e alcune prove fatte hanno mostrato che pur essendo il sistema leggero, il combattimento risulta inadatto all’utilizzo via Skype poiché vi sono troppi turni inutili in cui non succede nulla che rallentano il gioco.

Di due gruppi potenziali non so se a settembre ne partirà davvero neanche uno… sicuramente con l’autunno ripartirà qualche partita via Skype anche se ancora non so se con Camelia Farnese o con qualche novo personaggio.

Infine Iho’s Chronicles dovrà convivere in futuro con il fatto che il suoi autori sono persone molto più impegnate di una volta, ma fra i vari progetti che ho in corso è certamente l’ultimo che ho intenzione di abbandonare.


Gestire online una partita di Warhammer RPG

Nelle scorse settimane ho fatto un po’ di prove tentando di giocare su skype a Martelli da Guerra, o più precisamente Warhammer fantasy Rpg seconda edizione. Il regolamento si presta abbastanza bene al gioco online avendo poche regole abbastanza semplici e meccaniche snelle.

Il fatto che le regole per giocare si possano condensare in una trentina di pagine e che si riesca a giocare tranquillamente anche senza miniature lo rende un buon soggetto per una prova su Skype.

Ho provato con l’avventura introduttiva del manuale originale, attraverso il Darkvald e di per se le cose avrebbero anche funzionato bene se non fosse stato per le parti di combattimento.

I combattimenti in martelli da guerra sono improntati sull’idea di attaccare e parare. I colpi a segno sono pochi e tutti potenzialmente letali.

Nel momento in cui c’è un solo personaggio con 4 PNG e 5 mostri la quantità di tiri da fare

Da parte mia c’è stato l’errore di non assegnare i PNG a No’Akei per darle più cosa da fare durante lo scontro, dall’altro però ci sarebbe comunque la necessità di diminuire il numero di partecipanti “Attivi” all’azione lasciando il grosso dello scontro in background e dandone solo una valutazione a spanne dell’esito.

Per la seconda avventura ho provato ad eliminare questo collo di bottiglia glissando su tutti gli scontri che coinvolgevano PNG contro PNG e concentrando l’azione solo negli scontri fra personaggi giocanti e nemici. In ogni caso però il funzionamento del combattimento con molti tiri che non portano a nessun risultato tende a dare l’idea di un gioco “rallentato”, cosa che non si sperimenta attorno al tavolo dove fra un tiro e l’altro in genere si scherza o si sdrammatizza.

Per ora presumo che sospenderemo queste prove per passare a riprendere in mano Darksun e  il personaggio di Rikku, in fondo è da due anni checi sono ancora trecento elfi malintenzionati che meritano una lezione per aver avvelenato un’oasi. E’ una questione che è rimasta in sospeso per veramente troppo tempo.

Se più avanti riproverò a giocare a martelli, per semplificare ulteriormente, penso che utilizzerò le regole per le armature semplificate e una sola tabella dei critici, considerando automaticamente storditi i nemici a -1 e morti i nemici a -5, spero così di velocizzare ulteriormente il combattimento.

In alternativa ci sarebbero le regole di Mordheim o Warhammerquest con i D6.


Sindrome di Bögenhafen

Rubo questo termine a Sir Gawain del forum “The roaring old school” per ritornare sull’argomento sandbox.

La sandbox è uno stile di gioco che prevede che gli eroi possano muoversi liberamente su un vasto spazio di gioco decidendo loro dove andare. È generalmente molto in voga fra i giocatori vecchia scuola.

La sandbox  a mio parere ha un grosso difetto (al di la della mole di lavoro preparatorio):  l’assenza di una trama richiede che i giocatori vogliano essere loro a muoversi verso una direzione più o meno arbitraria. Nella mia esperienza di master questo è accaduto molto raramente e allora si presenta appunto la Sindrome di Bögenhafen in cui resteremo inchiodati tutta la partita a scavare trincee in attesa che accada qualcosa peccato che se i pg non si muovono non accadrà nulla.

Ai giocatori piace indiscutibilmente rovinare il lavoro del master scombinando i suoi piani con trovate impensabili, tipo tentare di evocare e resuscitare la regina Zenobia nel modulo B4 di D&D, dopo aver distrutto lo spettro in cui si era tramutata… troppo goloso per non lasciarglielo fare anche se ha richiesto una discreta dose di lavoro per adattare la cosa all’avventura (i folli pensavano che la sovrana sarebbe stata loro grata visto che l’avevano seccata da non morta).

Altro discorso è che piaccia loro andare in cerca di avventura se vengono piazzati in un luogo con le mani in mano. Più spesso si guarderanno intorno e faranno un pisolino nell’attesa che gli eventi vadano avanti da soli oppure si trincereranno un po’ come nel post di Sir Gawain. Aggiungiamo che martelli da guerra ha un sistema di gioco con pochi punti ferita e neppure tanto fato che non incentiva a correre rischi e fare gli scavezzacollo.

Personalmente nelle partite che ho giocato sono sempre stato in seconda linea a fare il delinquente con Radenko e mandare avanti Tabatha a prendere legnate al posto mio.

La sandbox poiché punta ad avere i giocatori come motori degli eventi ha altri due difetti a mio parere.

In primo luogo è adatta ad un mondo Gygaxiano anni ‘70 e ‘80 dove c’è l’idea che gli eroi esistano per risolvere i problemi e il male stia li aspettando di farsi eliminare da loro. In ambientazioni secondo me più cupe come modo di gioco comincia a stridere.

In seconda battuta la sandbox nasce in antitesi all’idea di una trama e di fatto spesso non tiene conto che ci sono cose possono accadere agli eroi che essi siano volenti o meno. Se è cosa buona che gli eroi siano il motore degli eventi è anche vero che ci sono eventi che dovrebbero mettersi in moto sia che gli eroi vogliano sia che non vogliano.

Personalmente inoltre non apprezzo spendere tempo a dettagliare sommariamente un mondo di gioco, preferendo dare un grade dettaglio solo a piccole parti e trascurando il resto.


Parlando di Martelli da Guerra

Sul blog di Kuduk sta proseguendo  la cronaca delle mie avventure di Warhammer Fantasy Roleplay (conosciuto anche come martelli da Guerra) di uno dei pochi personaggi che io abbia mai giocato e forse uno di quelli che ho interpretato meglio.

La campagna I mille troni è stata anche una delle esperienze più controverse a causa dissidi con il master (che non era Kuduk) e per molto tempo avevo anche smesso di raccontare la parte di storia già giocata prima di decidere di unirmi a Kuduk nell’esperimento su avventure nel vecchio mondo. Cambiare blog mi ha permesso di riuscire a trovare la voglia di concludere i racconti e si spera un giorno anche di prendere in mano un gruppo di martelli e concludere la profezia dei mille troni.

Mi piace, conoscendo un pochino la campagna, vedere come l’avete giocata!!! ma hai il talento “odio atavico Ciacco” per caso? 🙂

Noi abbiamo tentato giocare la campagna privilegiando gli stereotipi associati alle nostre carriere e ciò che sappiamo dal manuale di Mordehim e dai vari codex del wargame Warhammer.

Nel riscrivere la storia ho cercato di tenere la narrazione fedele allo spirito delle giocate anche se questo ha allungato parecchio il racconto.

Purtroppo ci sono stati anche dei difetti che ci hanno portato ad abbandonare tutto con grande dispiacere mio e di No’Akei. Il master pretendeva che interpretassimo anche i dettagli triviali come seguire una mappa per uscire dalle fogne (un’ora di continui sbadigli del sottoscritto) e vista la nostra poca inclinazione per tale tipo di gioco ci ha penalizzato di brutto negli xp bonus per l’interpretazione.

Io interpretavo una ragazza animata da un intollerante spirito religioso, la fidanzata che fa matematica ha provato una rozza e incivile guerriera del nord e il basso uno sventratore che non ha ancora accettato il suo tragico destino e cerca inutilmente di vivere una vita normale. Secondo il master tutto questo sforzo di calarsi nella parte non meritava però di essere premiato poichè chiedevamo di tagliare corto nei cambi scena.

Un altro problema è stato continuo il railroading in una campagna che invece è pensata per essere giocata in maniera molto aperta.  Ad esempio all’inizio della storia non c’è stato verso di evitare di andare dal mercante elfo nonostante io sia una fanatica devota Sigmarita e quindi abbia una spiccata xenofobia. Poi ho scoperto che c’erano una dozzina di introduzioni alla campagna…

All’uscita da Marieburg visto che non è riuscito a dissuaderci dall’idea di coprire la nostra fuga dando fuoco ad una locanda ha voluto a tutti i costi che a bruciarla fosse un png.

Infine il master pretendeva di giocare a Warhammer come se fossimo nei Forgotten Realms. Un modo tutto sommato in cui i luoghi urbani sono calmi e felici e non vi è tutta questa miseria quando invece siamo in un “grimm world of perilous advetures”.

Proprio il fatto che la campagna avesse mostrato un grande potenziale per troppo tempo ci ha portato a soprassedere sui difetti della gestione del gioco portando in ultima ad esasperare le cose, forse se avessimo tagliato prima sarebbe stato meglio. Non avremmo avuto una campagna tagliata a un quarto e il rimpianto per dei personaggi grandiosi che ora fanno la muffa.

Riguardo al mio odio per Ciacco posso assicurare invece che è totalmente meritato. Tu non hai idea di cosa abbia combinato quel nano infame prima che abbandonassi la campagna per l’idiozia del mio master… è un eretico, un bestemmiatore ma soprattutto un simoniaco!


Games workshp e i Librogame

Mi vergogno profondamente di non aver conosciuto prima questa iniziativa della Black Library che dal 2011 ad oggi ha dato vita a ben 4 librogame print on demand ambientati nei modi di Warhammer e di Warhammer 40.000

Per fortuna Librogame’s land ha messo sul suo magazine tutte le informazioni su questa inziativa editoriale di mamma GW. Sul forum di librogame.net è presente poi la relativa discussione per commentare.

La politica di prezzo della GW come al solito non è esattamente abbordabile, ma dalle illustrazioni e gli sneak peek che ho potuto vedere i libri sembrano valere il loro prezzo. Logicamente il tutto è disponibile sollo nella perfida lingua di Albione.

Il sistema di combattimento abbastanza fedele a quello del gioco da tavolo con le classiche WS (abilità di combattimento), S (strength/forza), T (toughness/resistenza), W (wounds/ferite) e A (attacchi) e richiede una sequenza di tre tiri per colpire e ferire.