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Antico Terrore – La Signora del Bosco

2013-02-19_Isabelcontinua…Sconfortati e ammaccati decidemmo di inoltrarci nel bosco evitando per ora di dirigerci verso la chiesetta, non avevamo voglia di incontrare altre persone ostili.Proseguendo arrivammo ad una radura piena di fiori dove incontrammo le signore del Bosco, delle leggiadre fanciulle che ci dissero di avere come missione il fare la guardia alla dama addormentata. Incuriosita accettai di farmi condurre a vedere questa fantomatica dama, Thorax pareva più ansioso di farsi accompagnare in qualche luogo appartato dove scambiare qualche piacevolezza con le leggiadre fanciulle.Lungo la strada le fanciulle ci misero in guardia contro l’arpia Melisandre che infestava quel bosco.

Arrivata alla radura mi resi contro che la dama addormentata altro non era che Marilissa, vestita con una candida veste da notte e con sul capo un diadema in cui era incastonato un rubino. Volevo provare a svegliarla ma le fanciulle mi impedirono in ogni modo di avvicinarmi alla loro protetta.

Stavo ancora discutendo con loro quando arrivò Melisandre e le creature mostrarono il loro vero volto demoniaco, come ongi servitore del male che si celi dietro spoglie innocenti per insidiare i deboli. La cosa mi riempi di ira e lanciai contro di loro il mio anatema con ogni colpo che sferravo.

Dopo che Ofelia riuscì ad uccidere l’arpia e io e Thorax avemmo fracassato la testa a cinque di quelle fanciulle demoniache il resto delle dame del bosco fuggì di gran lena, lasciandoci soli con Marilissa. Senza nessuno più pronto ad ostacolarmi lpresi la ragazza e la scossi, ma senza ottenere risultati.

Alla fine ricordando le storie della mia nutrice presi il volto di Marilisa fra le mie mani e la baciai delicatamente. La cosa la svegliò e la fece arrossire dalla vergogna.

Stranamente la sensazione del bacio è stata per me estremamente piacevole e per un momento avevo pensato che vi fosse Ofelia fra le mie mani e non Marilissa.

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Antico Terrore – La bisca clandestina

2013-02-19_Isabel

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Quando ci abituammo alla fioca luce del locale ci rendemmo conto che eravamo circondati da persone di nobile aspetto che giocavano pesanti somme di denaro a carte, a dadi o alla ruota della fortuna.

Sullo zero della grossa ruota della fortuna si trovava un grosso rubino e Ofelia sfruttando le nuove capacità che le aveva dato il morso del vampiro cercò di recuperare il rubino camminando sul soffitto della stanza.

I buttafuori però si accorsero della cosa, ci presero e ci gettarono fuori dal locale. Tonfammo sonoramente nella povere all’uscita da una vecchia miniera mentre una pesante porta di ferro sbatteva dietro di noi con il sonoro invito di non tornare. Attorno a noi si trovavano i folti alberi di un bosco, oltre i quali si intravvedeva la cima di un campanile. Il cielo era sempre di un cupo cremisi. Dalla temperatura sembrava essere primavera inoltrata, dovemmo toglierci una parte dei pesanti abiti invernali

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Antico Terrore – L’apparizione di Marilissa

2013-02-19_Isabelcontinua…

Io, Ofelia, Thorax e Visconti ci guardammo a lungo intorno smarriti, il luogo era strano e sembrava sfidare molte leggi della fisica. Tutti i tesori magici e i libri che avevo trovato nel castello degli Stregazza erano svaniti nel nulla.

Alla fine percuotendo i cristalli avemmo la strana visione di Marilissa che ci scrutava disperata. Avvolta nella sua camicia da notte sembrava come intrappolata nell’acqua sotto di una lastra di ghiaccio e inutilmente batteva i pugni contro la parete per uscire. Con un po’ di fatica riuscimmo a metterci in contatto con lei e pararle brevemente.

Ci disse che eravamo intrappolati nella gemma di Aggarath assieme a suo fratello, ma mentre noi eravamo imprigionati nel cuore del rubino lei era intrappolata nel bordo dello stesso. Da qualche parte doveva esserci una porta di livello che permetteva di tornare su Rarte dovevamo cercare di trovarla e uscire.

Marilissa ci disse che i cristalli se attraversati portavano ad altri luoghi del rubino anche se non sapeva di preciso dove. Per attivare i cristalli bastava lanciare un qualsiasi incantesimi su di loro. La ragazza ci consigliò inoltre di cercare tutte le gemme che riuscivamo a trovare, convinta che vi fossero dei rubini che assieme potevano costituire almeno parte della chiave per uscire da quello strano luogo.

Ofelia provò a lanciare una preghiera su uno dei cristalli ed effettivamente essi cominciarono a brillare di un inquietante luccichio cremisi. Anche una gemma a terra iniziò a brillare e pensammo bene di raccoglierla. Attraversammo una delle strane formazioni rocciose e ci trovammo in una oscura e fumosa bisca clandestina.

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– nota del Dungeon Master: nella versione originale di Antico Terrore l’alleato dei personaggi non era Marilissa, ma un’arma malvagia, con l’originalissimo nome di Malevolenza. In Kata Kumbas sono poche le armi così forti e non volevo incasinare oltre la storia, così ho deciso di ripescare Marilissa che già aveva accompagnato gli eroi nell’avventura precedente.


Antico Terrore – Attraverso una porta di livello

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

è molto che non vi scrivo ma ho vissuto una storia incredibile e ho attraversato una porta di livello rimanendo intrappolata in un reame inquietante.

Come vi dicevo nella mia ultima missiva ho aiutato lo spettro di Marilissa a vendicarsi di suo fratello Kaladrath. Il viaggio nel sotterraneo del castello è stato pieno di visioni agghiaccianti di povere fanciulle torturate e uccise da servitori di quell’uomo, o forse di Chardath. Gli anelli di protezione che avevo recuperato nella parte superiore del castello per fortuna ci potessero dagli spettri e dai morti che abitavano quelle segrete.

Alla fine abbiamo trovato la stanza dove era stata sacrificata Marilissa e resuscitata Chardath. Qui trovammo Aggarath e vi infilammo la gemma che mi aveva dato a suo tempo la gitana. La donna aveva avuto ragione, sarebbe servita più a me che a lei.

Fatto questo scattò un qualche allarme magico, Kaladrath corse a vedere l’origine del rumore mentre Chardath comparve magicamente poco dopo. Alla bella riunione di famiglia cominciarono a volare fulmini e saette mentre Marilissa ci urlava di scappare. L’ultima cosa che vidi, prima che il mondo iniziasse a precipitare intorno a me, fu lo spettro della ragazza in camicia da notte che pugnalava Chardath.

Quando mi risvegliai mi trovavo in qualche pianura desolata che pareva fatta di vento rossastro, il cielo era di color cremisi e cinque cristalli si trovavano di fronte a noi.

Il panorama aveva qualcosa di inquietante e spettrale. Il giovane Visconti era stato imprigionato assieme a noi.

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Antico Terrore – Visioni spettrali

2013-02-19_IsabelSalimmo ancora nella torre del castello e trovammo la biblioteca della Famiglia Stregazza. Ci parve il luogo migliore per iniziare la ricerca del libro che desiderava Chardath. La ricerca ebbe successo, ma venne bruscamente interrotta dall’arrivo di Kaladrath mezzo pazzo. L’uomo urlò strani vaneggiamenti su di una donna di nome Marilissa e fece per attaccarci, salvo poi urlare e scappare via.

Provammo a inseguirlo ma ci perdemmo e finimmo invece nella camera di una donna dove assistemmo all’ennesima apparizione spettrale. Una donna in camicia da notte venne svegliata da Kaladrath, che la chiamò Marilissa. I due scesero assieme in un sotterraneo e lui la sgozzò al di sopra di una bara su cui giacevano i resti scomposti di una creatura, quando i resti si ricomposero dalla bara uscì la donna che conoscevo come Chardath.

La scena sparì e Marilissa ricomparve davanti a noi. La ragazza ci spiegò che suo fratello l’aveva uccisa con un pugnale stregato per risvegliare l’antenata della famiglia da cui sperava di avere in dono dei poteri magici, mentre si ritrovò ad essere beffato dalla bisavola che lo derise e lo scacciò.

Non contento, il fratello aveva poi stretto un patto con un djinn malvagio per rubare parte dei poteri della donna ed era poi tornato al castello per prenderne possesso.

Marilissa era destinata a rimanere intrappolata nel castello come uno spirito fino a quando il fratello non fosse morto.

Ora scenderemo nelle cripte per trovare l’arma con cui venne uccisa Marilissa e poi in qualche modo tenteremo di fermare Kaladrath e la sua bisnonna, non so nemmeno io se sperare che il Signore Senza Tempo ci possa essere d’aiuto. Mi domando se questi eventi siano un segno della Sua volontà che io continui a combattere il male e la stregoneria, o solo una tragica beffa del destino.

Una parte di me mi dice sono stufa di questa vita di inutili scontri volti a disfare maledizioni, mentre un’altra agognerebbe solo di legare Chardath ad un palo e darle fuoco salmodiando preghiere in onore del Signore Senza Tempo.

Questo è il mio ultimo piccione, spero di darvi notizie a breve quando tornerò in un luogo civilizzato.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore – Visioni spettrali

2013-02-19_Isabelcontinua…

Bruno aveva un debito con Gasparre e di conseguenza si era visto costretto ad accettare. Non pensava che il signore degli Stregazza sarebbe stato così ostile verso una sua visita, ma a quanto pareva il castello era infestato dai fantasmi e questo stava seriamente minando la salute mentale di Kaladrath.

Decidemmo di continuare ad esplorare il castello, ma nelle stanze del piano terra incontrammo una orrenda creatura composta di parti di esseri viventi ricucite assieme che ricordava vagamente un’arpia, solo che più grossa e più cattiva. L’orrenda creatura teneva al dito l’anello che Chardath ci aveva chiesto di trovare.

Lo scontro con tale orrenda bestia ricucita da carni umane e animali fu molto duro, ma alla fine Thorax riuscì a farla a pezzi a martellate.

Salimmo al secondo piano del castello e li fummo testimoni di un’orribile apparizione, un gruppo di bruti squartò e mangiò degli elfi sotto i nostri occhi prima di dissolversi come nebbia al sole. Quando gli orchi svanirono apparve nuovamente la ragazza in camicia da notte che prima di scomparire nuovamente esclamò: – queste sono le creature che servono quell’assassino di mio fratello-

Principessa Argenta ora ho finalmente trovato una finestra con vicino uno scrittoio e ne ho approfittato per scrivervi queste poche righe prima di continuare la salita della torre.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore – Re Fredduk

2013-02-19_IsabelVostra grazia,

Fredduk, l’auto-nominato Re dei Bruti, stava pattugliando la zona attorno al castello degli Stregazza per conto di Kaladrath Stregazza.

Purtroppo non fummo abbastanza attenti, così Fredduk e altri tre energumeni ci colsero di sorpresa e ci costrinsero a seguirli al castello dove a sentire i loro discorsi in un pessimo Laitiano ci avrebbe aspettato l’interrogatorio, la tortura e forse divertimenti ancora peggiori…

Arrivammo al castello Stregazza scortati da Fredduk e dai suoi bruti. Qui incontrammo anche Bruno Visconti che stava venendo interrogato dal padrone di casa… Volevo capire cosa lui ci facesse qui quando venimmo tutti interrotti dall’apparizione del fantasma di una ragazza.

Kaladrath Stregazza a quella visione si mise ad urlare come un folle e corse su per le scale. Approfittando del momento di disorientamento generale attaccai i bruti seguita a ruota da Berus e Ofelia, anche Bruno si unì allo scontro. Presi alla sprovvista Fredduk e i suoi scagnozzi vennero uccisi in fretta.

Dopo lo scontro, Bruno ci disse di essere stato mandato qui al castello da Gasparre de Luca per controllare che effettivamente recuperassimo il pugnale maledetto che si trovava in quel castello, poiché l’uomo non mi aveva ritenuto molto degna di fiducia.

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