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Articoli con tag “scappare

Nei boschi della Zolia – Ritorno alla città sacra

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

sono rimasta due giorni accampata fuori dalle porte di Maro in attesa che i soldati con cui avevo stretto un patto prima di uscire dalla città rispondessero al mio segnale e mi facessero entrare da una piccola pusterla laterale sulle mura della città eterna.

Mi fa un po’ strano tornare, ma ho promesso che mi sarei occupata di Chardath Stregazza e voglio dare a quella megera ciò che merita.

Quando incontrai il fidanzato di Sharill che per primo mi aveva chiesto di indagare sui misteri del villaggio di Cuore di Luna, non ebbi il coraggio di raccontargli la verità sulla donna che amava. Gli dissi che Sharill ora stava bene, ma il servizio della dea Selene l’aveva molto cambiata e mi aveva detto di non avere più posto nel suo cuore per l’amore terreno.

Anche se avevo cercato di entrare in città con segretezza venni comunque intercettata da alcune guardie troppo zelanti presso la Piazza dell’Arcilegione. Mostrare la testa imbalsamata del vampiro che avevo ucciso mi permise comunque di guadagnare un po’ di tempo e far si che il consiglio delle stirpi fosse disposto a rivedere la mia posizione di esiliata.

Riuscire ad essere riammessa nell’Urbe avrebbe comunque richiesto parecchia corruzione e ora come ora ero scarsa di denaro.

Devotamente serva vostra

Camelia Farnese

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Poi dicono che imbalsamare la testa dei nemici non paga…

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Nei boschi della Zolia – Le cripte infestate

2013-02-19_IsabelPrincipessa,

Il bosco che attraversammo per raggiungere le cripte consacrate a Selene era infestato da orridi ragni le cui ragnatele si appiccicavano a vesti e armature. Un gruppo di quelle disgustose bestiacce ci tese un’imboscata ma i muscoli di Thorax ebbero la meglio su di loro.

Una volta arrivati al vecchio cimitero ormai infestato da alberi e rampicanti velenosi cominciammo a cercare l’entrata alle cripte di cui ci aveva parlato la sacerdotessa Sharill. Tutte le tombe parevano infestate da morti viventi, ma in una trovai una splendila perla che ora porto sempre con me. Il solo tenerla in mano mi fa sentire più saggia e ricolma di buon senso.

Purtroppo nelle cripte incontrai anche il cadavere mummificato di un antico sacerdote il cui tocco mi ha infettato con qualche strano malore che ora mi rende estremamente debole. Presi comunque la spada che c’era nella sua tomba, anche se gli oscuri glifi che l’adornavano dicevano chiaramente che era imbevuta di magia pagana. A mali estremi estremi rimedi e la magia di queste armi dimenticate si è rivelata spesso estremamente potente, come è successo con Aggarath, il pugnale di Marilissa

Sto quindi ritornando da Sharill… Principessa Argenta, dover chiedere l’aiuto di un vampir

oa è una cosa veramente umiliante, ma non ho altro modo di continuare nell’impresa di cercare il culto demoniaco che infesta questi luoghi.

Devotamente serva vostra,

Camelia Farnese.

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Nei boschi della Zolia – Lavorare per il diavolo

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

una volta tornata nel mondo reale, dopo aver abbandonato il mondo racchiuso nella follia di Aggarath, mi accinsi a tornare al villaggio di cuore di Luna dove regnava incontrastata la vampira Sharill.

Dopo tutto quello che era successo fra noi era con estrema apprensione e timore che mi accingevo ad incontrare una siffatta nemica che avrebbe potuto annientarmi visti i suoi tremendi poteri, ma eravamo soli al freddo, senza più equipaggiamenti dopo che le la maggior parte dei nostri averi era andato perso nell’esplosione di Castel Stregazza, perciò avrei dovuto arrivare a patti con quella donna anche se il mio orgoglio mi avrebbe imposto di affrontarla a viso aperto.

D’altronde il Signore Senza Tempo diceva ‘ama il tuo nemico’ e quindi inghiottii il mio orgoglio e andai da Sharill come una supplice con il capo coperto di cenere, sperando che non mi avrebbe divorato per saziare il suo infame appetito.

Sharill, per offrimi la sua ospitalità e il perdono per l’affronto che la avevo arrecato, mi chiese di andare a distruggere gli adoratori di Tsathoggua che infestavano le cripte che come sacerdotessa di Selene sarebbe stato suo dovere proteggere.  Ora che era un Vampiro però le era difficile viaggiare così distante dal suo villaggio.

Dovetti inghiottire una quantità enorme di bile all’idea che fosse quella creatura assetata di sangue a dover perdonare me, ma restai impassibile e accondiscesi alle richieste di quella donna per il bene di Marilissa e Thorax.

Ora sono in viaggio verso il bosco con una nuova scorta di piccioni, spero che sentirete presto parlare di me, altrimenti saprete che sono perita in qualche modo assolutamente orribile…

Devotamente Serva vostra,

Camelia Farnese

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– nota del Dungeon Master: l’avventura questa volta è ispirata a The corrupt crypt of Imather scaricabile da Dragon’s Foot e giocata con le regole di Pathfinder. L’avventura è stata giocata ancora di un anno fa. Come al solito l’avventura è stata modificata per poterla giocare con l’ambientazione di Kata Kumbas.


Antico Terrore – Fuggire da Aggarath

2013-02-19_IsabelContinua…

Oltre alla stanza in cui si trovava Kaladrath c’era un’altra alcova molto simile al luogo da cui eravamo arrivati. Qui si trovava una porta dove c’era lo spazio per fissare le tre gemme che avevamo recuperato , quella dell’inizio, quella di Marilissa e quella del Golem. Grazie alla chiave d’argento riuscimmo ad aprire la porta e ci trovammo nuovamente nelle colline della Zoila ai piedi delle rovine di quello che un tempo era il castello Stregazza.

Marilissa decise di tenere Aggarath, così poteva avere sempre con se il ricordo di suo fratello

Senza più provviste ed carenti di equipaggiamento, con Marilissa infreddolita e in camicia da notte in pieno inverno, mio malgrado decidemmo di tornare al villaggio di cuore di luna per chiedere ospitalità.

Mi chiedo quante possibilità abbiano ora di essere accolte da Sharill, ma almeno sono nuovamente sul mondo di Rate, nelle terre di Laìtia.

Spero di scrivervi nuovamente molto  presto.

Devotamente serva vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore -In fondo al pozzo

2013-02-19_IsabelContinua…

Infondo a pozzo si trovava un cunicolo che conduceva ad un’enorme caverna dove al centro sedeva Kaladrath Stregazza dalla cima di un’altissima colonna.

L’uomo era completamente schizzato male e non aveva più una minima coscienza di se, continuava a farneticare cambiando umore ogni cinque minuti, passando dal minacciare, allo scusarsi, al delirare, al ridere. L’unica cosa che riusciva a trattenere la sua attenzione era la sorella Marilissa verso la quale proferiva in continuazione parole di scusa per il male a lei arrecato.

Il folle era così sicuro di sé e della propria posizione di superiorità, avendo rubato parte degli incantesimi di Chardath, che non si fece problemi a rivelare di avere al collo la chiave d’argento che permetteva di aprire l’uscita dal rubino.

Mentre io lo distraevo con una lunga conversazione, Ofelia camminò sulla volta della caverna  e gli piombò addosso rigandogli la chiave d’argento.

Kaladrath andò su tutte le furie per il furto e la nostra spavalderia, ma in qualche modo riuscii a calmarlo e a farlo riconciliare con Marilisa e potei tenere la sua chiave. Lo convinsi che la vera colpa delle disgrazie accadute era di Chardath e che se lui ci lasciava libero potevamo vendicarlo.

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Antico Terrore – L’Arena

2013-02-19_IsabelContinua…

Distruggemmo il golem, sebbene con molta difficoltà, la mia arma magica si rivelò molto utile, così come il nerboruto martellone di Thorax, sebbene i suoi colpi fossero molto attutiti contro quella bestia magica, ma fu la magia di Marilissa a far collare il bestione in pezzi. Uno dei suoi occhi era un rubino e pensammo bene di prenderlo con noi.

Per punire la blasfemia da noi dimostrata, i sacerdoti della cappella costrinsero a combattere nell’arena dove dovemmo sconfiggere un minotauro e un gigante a due teste prima che la nostra ordalia fosse considerata finita.

La cosa strana fu che la gente continuasse a gridarci di nutrire il fuoco e di scagliare le bestie uccise fra le fiamme. Chiaramente in quel paese la nuova fede era solo una copertura e molti dei suoi abitanti nel cuore erano ancora adoratori pagani ed eretici.

Schifata lasciai l’arena e decisi di scoprire cosa si trovava infondo al pozzo cittadino, visto che vi era una scala che consentiva di scendere.

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(un’altro paio di post e poi ho finito il materiale già scritto su Camelia Farsene anche se resta ancora da raccontare tutta l’avventura la nave degli orrori e presto dovremo anche riprendere in mano il personaggio. Purtroppo è da marzo che non gioco ed è da aprile che non ho più continuato i racconti delle avventure già giocate.)


Antico Terrore – Preghiera e devozione

 2013-02-19_Isabelcontinua…

Visto che l’attraversamento del bosco fino al villaggio era stato tranquillo decisi di recarmi alla chiesa del nuovo culto a pregare per ingraziare della benevolenza che il Signore ci stava donando nonostante la precaria situazione in cui ci trovavamo.

In chiesa, pregando la statua di sacra Malvasia acquisii il talento di guarire con l’imposizione delle mani, chiaro segno della benevolenza del Signore Senza Tempo nei nostri confronti. Anche se cacciati in una gemma maledetta l’Unico Dio vegliava comunque ancora su di noi. Ripensai alle vicissitudini che avevo vissuto fino ad allora e ai vari momenti di frustrazione che avevo subito e mi resi conto che il nio dio non mi aveva mia voltato le spalle ero io che rischiavo di voltarle a lui nel non voler vedere l’aiuto che tentava di darmi per superare le difficoltà che incontravo nella mia vita.

Aveva persino mandato un angelo a parlare con me e io gli avevo comunque voltato le spalle. Forse una piccola parte dei problemi che avevo avuto in passato poteva anche essere attribuita al mio atteggiamento più che a un desiderio del mio dio di punirmi o mettermi alla prova.

Anche Marilissa ricevette lo stesso dono e la statua la convertì in una fedele del nuovo culto, cosa della quale sono molto grata, non accennò però nemmeno lontanamente a ravvedersi delle vie della sua magia pagana. Anzi, nella sua conversione repentina, la ragazza, non consapevole del bisogno di mostrare umiltà dinanzi al nostro Dio, peccò di superbia, rinnovando una seconda la propria richiesta di grazie dopo essere stata già esaudita una prima volta. In risposta alla nuova richiesta di un miracolo si risvegliò una finestra animata che si trasformò dinanzi a noi in un golem di vetro.

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