Interludio – Ofelia

Vi siete mai chiesta Camelia… ehm… scusatemi, Dominicella… quale sia l’origine della vostra fede?

In principio io credevo che l’origine della mia fosse insita nel bisogno di pentimento. Motivo per il quale mi sono votata a sacra Purga, donna di pudici costumi, fermamente convinta nell’importanza di disciplinare il proprio carattere mediante le sofferenze auto inflitte.

Nell’infliggermi una punizione corporale credevo di poter trovare il modo di scontare il marchio della ignominia e inadeguatezza, io che per metà sono una creatura dei boschi e dell’antica magia. Vi sarete resa conto anche voi che nel profondo io ho un istinto frivolo, inadeguato agli ideali del nostro credo.

Ma ora che vi ho conosciuta, Dominicella, credo che vi siano momenti in cui il dolore non basta, in cui il pentimento e la contrizione non siano sufficienti a placare il cuore dell’uomo. Ho contemplato la vostra sacra furia abbattersi sugli empi con odio e ferocia devastante, mentre sul vostro volto traspariva solamente una serenità imperturbabile, quasi che la furia che animava le vostre gesta non fosse in grado di intaccare la determinazione del vostro spirito.

Come mi avete confidato che vi disse Ellis, anch’io credo che voi non avete compiuto un atto di vendetta, ma uno di profonda giustizia.

Solo ora che mi sottometto accondiscendente alla vostra rigida guida, che si manifesta sovente in ripetuti colpi di sferza per disciplinare il mio spirito riottoso, riesco a trovare nella sofferenza che voi mi dispensate la pace che tanti anni di dolore auto inflitto non mi aveva mai procurato e a provare una parte della serenità che alberga in voi nel momento in cui rendete giustizia verso gli empi.

Mi rendo conto che vi è una effettivamente una forte affinità elettiva fra le nostre due protettrici, la dispensatrice di dolore e la contemplatrice dello stesso. Il mero compimento di un rituale non è sufficiente, senza avere davanti a se una direzione verso cui rivolgersi e una guida che accompagni nel cammino.

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nessuna dignità nella morte – in fuga

Principessa Argenta,

Voi ritenete che io sia troppo diretta e irruenta e il guaio in cui mi sono cacciata sia l’ennesima prova che, almeno di facciata, dovrei conformarmi a ciò che la gente vuole vedere, ma la mia fede mi impone di lottare per ciò in cui credo e non potevo lasciare che un uomo innocente morisse avvelenato per una stupida superstizione sugli spiriti.

È comunque con estrema gratitudine che vi scrivo queste poche righe per comunicarvi che sono riuscita a fuggire alla gente bigotta di Balano e alle catene che la mia famiglia voleva nuovamente impormi. Voglio pertanto rassicurarvi che manterrò l’impegno che mi sono presa di restituirvi la pergamena dinastica con il vostro albero genealogico che vi ha sottratto la strega durante i tragici eventi avvenuti a Castel Foldagno.

Non ci sarei mai riuscita se voi non foste venuta nella cantina della taverna per slegare me e Ofelia, non mi aveste mostrato il passaggio segreto che porta alla zecca clandestina del conte di Imen e non ci aveste lasciato dei coltelli per difenderci.

Assieme anche a quel mascalzone di Valentino Grimaldi, che era stato richiuso anch’egli nella cantina per il furto di alcune mele, siamo fuggiti attraverso i cunicoli della miniera d’argento aprendoci la strada fra gruppetti di biro biro e bruti.

Qui abbiamo incontrato dei nani che con estremo scorno di Grimaldi, che già pregustava di entrare nella zecca, ci hanno suggerito di non avventurarci nei cunicoli, infestati da bruti e biro biro al servizio del conte, ma di dirigerci verso le caverne.

Nelle caverne il conte aveva cacciato le bestie pericolose che infestavano il bosco e terrorizzavano gli abitanti. Anche se i mostri erano pericolosi, i cunicoli non erano infestati da umanoidi e permettevano di uscire nel bosco stesso, lontano da occhi indiscreti.

Così abbiamo fatto e la cosa ci è costata quasi la vita a causa di un orso gigante e di un branco di cinghiali, però eravamo lontani da occhi indiscreti.

Ora mi trovo ad Arizza, diretta verso il domini del Conte. Siamo tutti gravemente feriti e temo soprattutto per la vita di Ofelia. Sembra strano che io, sempre fredda e distaccata, mi sia legata a qualcuno, ma forse ha ragione lei nel dire che fra noi vi è una sorta di affinità elettiva. Mi fa comunque strano di aver permesso a qualcuno di baciarmi anche solo su una guancia, restia come sono ad ogni contatto umano.

Spero che il conte non oserà vendermi alla mia famiglia, visto che posso rendere pubblica la fonte illegale della sua ricchezza, e forse potrà anche darmi qualche aiuto visti i favori che gli ho reso nella mia visita precedente. In ogni caso ho bisogno di ristoro prima di riprendere la mia caccia alla strega quindi tenterò questo azzardo.

Umilmente serva vostra,

Camelia Farnese.

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Nessuna dignità nella morte – Senza tregua

Padre,

mi avete profondamente offesa. Non mi sono mai sentita così adirata e disgustata nei vostri confronti.

Speravo con le mie lettere di avervi dimostrato la bontà delle mie convinzioni e la gravità del pericolo che sta correndo la nostra terra per causa degli stregoni. E ora scopro che voi volete trascinarmi nuovamente a Maro e vendermi ad un vecchio duca bavoso.

Dopo essere arrivata a Balano mi sono subito trovata a scontrarmi con gli abitanti bigotti e pagani, gli stessi con cui voi siete senza problemi sceso a patti. Non ditemi che lo avete fatto per salvarmi dalla giustizia del conte di Imen. La verità è che io per voi rimango solo una pedina negli interessi dinastici della famiglia, una ragazza viziata da contentare fino a quando non può essere venduta ad un marito.

Parlando con i contadini bigotti avevo scoperto che stanno facendo delle celebrazioni in onore degli spiriti pagani, per ingraziarsi nuovamente la loro protezione dopo l’attacco del negromante al villaggio.

Sei giovani e le loro fidanzate si sfidavano per il favore degli spiriti, per la verità solo i giovani, le fidanzate guardavano. Il primo che sarebbe morto sarebbe stato considerato un’offerta agli spiriti. La fidanzata del giovane ucciso sarebbe stata consegnata agli spiriti, ovvero legata in un bosco assieme a doni votivi e lasciata a morire di fame, in attesa che gli spiriti la reclamassero.

Il primo giorno gli uomini si sono sfidati in una gara di lotta. Argenta e Ofelia erano con la folla ad esultare per i combattenti. Per quanto senta una profonda affinità elettiva per Ofelia, complice la sua devozione per Sacra Purga la penitente, lei ha una mente semplice e fa difficoltà a comprendere le vere radici del male, mentre Argenta adora indulgere nel proprio lato frivolo.

Il secondo giorno di festeggiamenti invece i partecipanti si sono sfidati in una gara nel lago, infestato di serpenti velenosi. Uno di loro è stato morso da una delle bisce e io, avendo un antidoto con me, mi sono gettata per farglielo trangugiare e salvarlo.

Così facendo ho attirato l’ira dei bifolchi che hanno attaccato me e Ofelia con asce e bastoni, mentre la principessa Argenta cercava di allontanarsi il più possibile da noi per non essere coinvolta in quella che riteneva un’inutile scemenza.

Come ben sapete i villani mi hanno sopraffatto e rinchiuso nella cantina della locanda in attesa di ricevere un messaggio da parte vostra per decidere la mia sorte. Ho così saputo che avreste mandato degli uomini a prelevarmi per darmi in sposa ad un vecchio duca a cui mi avete praticamente venduto.

Vi lascio queste righe per farvi sapere che trovato il modo di fuggire, ma non potendomi fidare di voi non vi racconterò padre come lascerò la mia prigione. Al Signore Senza Tempo piacendo non sentirete più parlare di me.

Devotamente figlia vostra

Camelia Farnese.

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nessuna dignità nella morte – risveglio da un incubo

Padre,

volevo rassicurarvi che mi sto rimettendo dalle mie ferite e ora mi trovo al castello della Principessa Argenta.

Devo riconoscere che quella donna sotto l’aspetto di una persona frivola e scontata nasconde grande lungimiranza e senso comune uniti ad una predisposizione per affrontare i problemi pratici, ad esempio ha passato due ore a tediarmi sulle innovazioni che vorrebbe introdurre nelle tecniche di aratura. Poichè è donna si tratta di una caratteristica che non le viene riconosciuta dai suoi pari.

Il suo castello e il suo villaggio sono devastati e Argenta ha deciso di recarsi nei villaggi vicini per acquistare cibo per il popolo e assoldare muratori e carpentieri per ricostruire quanto distrutto.

Ariksbane, il drago che mi ha truffato, ha dato il suo personale contributo alle opere di demolizione degli edifici ancora pericolanti, prima di decidere di ritirarsi nei monti vicini per tendere agguati alle capre.

Ho scoperto che il drago ha un padrone, Ellis un tetro cavaliere in nero, che proviene dalla lontana Luthe e mi conferma che durante l’inverno la notte è eterna e ardono fuochi nel cielo. E’ una persona molto lugubre e meditabonda, il giusto contrappunto per la personalità esuberante di Argenta.

Vi dispiacerà sapere che neppure questo guerriero mi ha inculcato quello che voi chiamate sale in zucca, anzi mi ha rinfrancato nel mio proposito di cercare la strega e vendicare Berus e Uguccione. Egli sostiene che dimostrare alle persone che uccidono i nostri cari che nessuna vita può essere tolta senza conseguenze è un profondo atto di giustizia.

Devo inoltre dirvi che Ofelia si sta rivelando una seguace fedele, una valida sostituta del compianto Uguccione, senza le sue maniere viscide e infide. Da quando le ho salvato la vita nutre per me una profonda venerazione e ha deciso di prendere in me una guida spirituale. Pertanto non dovete più preoccuparvi che non vi sia accanto a me chi possa prendersi cura delle mie esigenze.

Ho inoltre conosciuto il matto che fa il giullare al castello. Mi ha detto di aver sognato i sogni della pietra mentre era una statua e in tali sogni ha visto l’angelo rinnegato Asaliah che lo scrutava con il suo volto da fanciulla innocente mentre premeva contro una parete di materiale lucido color cremisi per tentare di uscire. Sono scettica verso le visioni di un pazzo, ma è un avvenimento che darebbe una nuova luce inquietante sugli avvenimenti degli ultimi giorni.

Domani partirò con Argenta per Balano, prima che i rigori dell’inverno rendano il viaggio troppo difficoltoso. Con mio sommo disappunto però sono stata invitata in qualità di dama di compagnia e non di scorta d’armi.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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la porta del diavolo – oltre la barriera cremisi

Padre,

dovete sapere che per la prima volta dall’inizio del mio viaggio mi sento prostrata, ferita sia nel corpo che nell’anima. Sono stata truffata da ladruncole, draghi e il povero Berus. l’unico che abbia provato ad aiutarmi veramente è morto per mano di una strega.

Dovete sapere che ho attraversato la barriera grazie alla gemma in possesso del negromante. Una volta dentro al castello la scena che ci si è presentata è stata allucinante: una carneficina, un’ecatombe di corpi ammassati nel mezzo della quale vagavano morti viventi, sopravvissuti che erano impazziti e si comportavano alla stregua delle bestie, demoni e creature da incubo allucinanti. Conserverò nel mio cuore per anni le atrocità di cui sono stata testimone, ma non ho attualmente la forza di parlarne. Quelli che non erano morti erano diventati di pietra. Gli unici esseri umani che abbiamo trovato erano due avventuriere, una delle quali poi è morta per mano dei morti viventi, che però alla fine si sono rivelate delle ladre e ci hanno derubato.

Ci siamo dovuti aprire la strada a forza, ma abbiamo ritrovato la donna posseduta dallo spirito che era sfuggito dal sacco dell’amico di Berus e finalmente l’abbiamo uccisa definitivamente.

Abbiamo anche liberato Ariksbane, un drago che dopo averci ripetutamente mentito e avermi insinuato atroci dubbi sulle motivazioni dell’ordine a cui appartengo, ci ha finalmente aiutato a distruggere la gemma maledetta che ha causato tutto il disastro di castel Foldagno, in cambio del contro incantesimo per tornare alle sue vere dimensioni.

Devo dire con tristezza che la sua ostinazione e determinazione nel criticare ogni mia scelta mi ha ricordato molto voi padre mio, mi domando se tornerà mai il giorno in cui riuscirò a parlare con voi di persona o se per avere una discussione pacifica dovrò sempre continuare a scrivervi.

La maga della bestia mi è però nuovamente sfuggita e prima di scappare ha ucciso Berus. Se non fosse stata nella sua superbia certa che non potevamo fermare il rituale, avrebbe ucciso anche me e Ofelia, da quanto eravamo ferite e stremate dopo esserci aperte la strada fra i mostri che infestavano il castello.

Distrutta la gemma con il soffio infuocato del drago, la barriera magica che ci teneva intrappolati si dissolse e tutti coloro che erano stati pietrificati tornarono alla vita.

Ora sono ospite della principessa Argenta, reggente del castello e del suo amante, Ellis di Lhute, un uomo tenebroso che è originario delle misteriose regioni del lontano nord e sembra essere l’unico in grado di farsi ubbidire dal mastodontico drago.

Resterò per alcuni giorni in attesa che le mie ferite si rimarginino e poi riprenderò la caccia alla mia nemica assieme ad Ofelia, ora ho delle ragioni molto personali per volere vederla morta.

La cosa che però mi rode di più lo stomaco è l’amnistia che ha promulgato la principessa argenta per festeggiare la fine della maledizione sul castello che ora mi impedisce di mettere le mani sulla ladruncola che mi ha svuotato il borsello, tutto per un suggerimento di quell’odioso drago.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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la porta del diavolo – castel foldagno

Padre,

vi scrivo queste righe, che affido ad un piccione, perché non so quando ancora potrò mettere mano alla penna o se sopravviverò a questa impresa.

Sono partita da Balano in apprensione per l’assenza di notizie da Castel Foldagno, salvo dell’avvistamento di un drago di lago il giorni precedente. Sono arrivata assieme a Berus e ho trovato il borgo deserto. Il castello era avvolto da un’aura rossastra che dava al maniero un aspetto inquieto. Abbiamo scorto un topo che la stava attraversando ed è rimasto fulminato dal bagliore.

Nel villaggio stavano bivaccando due Biro Biro e uno stregone che non hanno trovato alcuna pietà da parte mia e sono stati spediti nel regno del Creatore.

I briganti portavano con loro una strana gemma rossa e avevano come prigioniera una ragazza, una mezz’elfa, creature estremamente rare su Laìtia. Ne avevo sentito parlare nelle regioni del Nord come la Gelatodia o la Landa delle Furenti Viole, ma non credevo ve ne fossero più a sud del Sacanto.

La giovane disse di chiamarsi Ofelia, e di essere sopravvissuta a un tentativo di assassinio per miracolo. Aveva deciso di fingersi morta e scendere più a sud. Lo stregone l’aveva rapita perchè per il suo particolare sangue risultava un’ottima vittima sacrificale da utilizzare per un qualche rito demoniaco da compiersi nel Castello. Sono sempre più convinta della presenza delle due streghe in queste contrade, loro avrebbero potuto benissimo creare un simile scompiglio, utilizzando i feticci e gli amuleti rubati agli altri due stregoni che ho sconfitto.

Con mio sommo piacere ho scoperto che Ofelia è devota a Sacra Purga, la dama penitente, cominciavo ad essere stufa di essere circondata sempre da eretici e pagani.

Lo stregone ucciso aveva con se un pugnale d’argento e una gemma rossa, con dei riflessi inquietanti, spero che possa essermi d’aiuto per entrare nel castello.

Mentre osservavamo il castello per capire come superare la barriera stregata che lo proteggeva, da una delle torri sono scese tre gargolle che ci hanno attaccato. Loro sembrano essere immuni all’effetto della luce rossa.

Poi abbiamo trovato la piccionaia e ho deciso di provare ad usarla per mandarvi un messaggio, sperando che vi arrivi.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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La porta del diavolo – lo stregone e i morti

Padre,

ho dovuto risparmiare la vita ad uno stregone anche se fortunatamente Berus ha provveduto a decapitarlo al posto mio.

Dopo la morte di Uguccione ho rintracciato il vecchio Isra e assieme a lui ho seguito le tracce del cavallo che avevo perso con Uguccione. Siamo arrivati a delle antiche rovine infestate da morti viventi dove abbiamo trovato un oscuro stregone a cavallo di un destriero scheletrico.

Sconfiggerlo è stato più difficile del previsto, anche perché si è impossessato della fragile volontà di Isra che ha smesso di aiutarci, ma alla fine lo abbiamo disarcionato.

Per ottenere dall’uomo le informazioni che desideravo sulle due streghe ho dovuto giuragli di non ucciderlo e così contravvenire ai voti verso la mia protettrice.

Le streghe sono andate dall’uomo per rubare una pietra runica e si sono dirette verso castel Foldagno.

Come vi dicevo per fortuna Berus non aveva promesso di non ucciderlo e ha decapitato l’incantatore, liberando così Isra dal maleficio.

Mi illudo ancora che voi possiate essere soddisfatto di me per una volta, ma immagino che invece penserete: che fine ingrata ha fatto il mio avversario, sconfitto da un cavaliere della fede e per di più donna.

Prestate comunque attenzione, padre, vi è effettivamente un essere che ricalca la descrizione di uno dei cavalieri dell’apocalisse che vaga per la Zolia.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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la porta del diavolo – il cavaliere solitario

Padre,

questo autunno minaccia di essere tetro e pieno di sventure, abbiate molta cura dei miei fratelli e delle mie sorelle. Non ho ancora trovato le due streghe a cui sto dando la caccia, ma ho scoperto indizi da altri portenti ancor più nefasti. Devo inoltre darvi la triste notizia della dipartita di Uguccione.

Vi scrivo dal Villaggio di Banola, in prossimità dell’omonimo lago, vicino a Castel Fodalgno, in attesa di ripartire nella mia caccia alle streghe.

Vi sono giunta una notte dopo aver incontrato dei morti viventi lungo il cammino e aver intravisto una strana figura nera su di un cavallo emaciato.

L’accoglienza non è stata delle migliori, ma almeno la maggior parte dei paesani della regione è timorata del Signore Senza Tempo. Abbiamo alloggiato in una locanda che oserei definire esosa per il servizio che offriva. A metà della notte io, Uguccione e Berus siamo stati svegliati dalle urla degli abitanti.

Un gruppo di morti viventi aveva attaccato il villaggio, guidati da un cavaliere nero. Per le strade scoppiò una battaglia furibonda fra le poche guardie e i morti rianimati, mentre la maggior parte degli abitanti del villaggio scappava solo per farsi trucidare e poi rialzarsi come burattini senza vita…

E’ stato uno scontro furibondo nel quale mi sono gettata senza timore, fiduciosa che la mia fede mi avrebbe protetto e permesso di sconfiggere quello stregone che fino ad ora avevo solo intravisto.

Ho dato un valido contributo a sconfiggere i morti rianimati. Per un attimo potei anche avvicinarmi all’uomo misterioso e osservarlo attentamente: in realtà il suo cavallo era camuffato da un’illusione. Non era un vero equino, era un fantoccio costituito solo di ossa. Poi si voltò per fuggire.

I miei tentativi di colpirlo con le frecce benedette, come quelli di Uguccione, sono falliti a causa della distanza e dell’oscurità. Forse anche a causa di qualche stregoneria.

Il mattino successivo aiutando a seppellire le vittime ho trovato fra i cadaveri anche un uomo che teneva uno strano borsello runico con dentro una pozione. Probabilmente un fattucchiere o un alchimista.

Una breve indagine fra le vecchie del villaggio mi ha consentito di appurare che si trattava di uno stregone di poco conto che faceva decotti di erbe, ma che ultimamente si comportava in modo strano e si recava spesso ad una collina poco distante. Secondo la vecchia Teresa lo faceva per incontrare un fantomatico maestro. Alcune voci stanno cominciando a sostenere che l’uomo misterioso della notte precedente fosse in realtà un cavaliere dell’apocalisse.

Mi recai sulla collina e trovai una pietra liscia e incisa con simboli runici simili a quelli del sacchetto. Un misterioso altare con delle offerte ancora presenti ad avvizzire. Uguccione trovò delle tracce di zoccoli di cavallo che provammo a seguire, ma ci perdemmo e cademmo nelle grinfie di un branco di Biro Biro. Uguccione venne circondato e barbaramente trucidato mentre io e Berus cercavamo di respingere la marea urlante. Alla fine i Biro Biro si sono demoralizzati e sono scappati, non prima però di aver derubato il cadavere di Uguccione.

Ora siamo tornati a Banola per seppellirlo, poi inizieremo a cercare una guida che ci aiuti a seguire le tracce sulla collina.

Vorrei che quanto vi racconto, padre, vi convincesse a provare a vedermi finalmente non come una ragazzina capricciosa, ma come una sacerdotessa e una combattente, temo però che come ogni altra volta le mie parole cadranno sulla pietra.

Comunque badate al mio avvertimento, Banola e Arizza non sono molto distanti da Maro e qualcosa di oscuro si aggira ora in queste lande.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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La porta del diavolo – la peste bruciante

Padre,

spero di non dispiacervi troppo nell’annunciarvi che continuerò ancora la mia caccia all’eretico, essa non si è ancora conclusa e non tornerò a voi fino a quando il mio voto di vendetta non si sarà compiuto.

Non temete per me, ormai sono una guerriera e sotto gli insegnamenti dell’iperboreo Berus sto migliorando la mia perizia marziale. Le due streghe continuano a sfuggirmi, per la verità la seconda e più pericolosa non l’ho ancora vista. Le ho inseguite sulla tenue traccia di una pestilenza fino al villaggio di Arizza, dove metà della popolazione era ammorbata.

Li ho conosciuto il fattucchiere Duvik, un uomo onesto anche se pagano, che mi ha detto di aver visto la donna da me cercata dirigersi verso la miniera in rovina.

Il luogo era infestato da biro biro e nella parte più profonda dei cunicoli semi allagati abbiano trovato uno stregone che si dilettava ad rianimare i cadaveri dei minatori morti annegati.

I cadaveri ci hanno quasi sopraffatto prima che comprendessimo che era opportuno uccidere prima di tutto lo stregone. Io e Uguccione abbiamo tentato di colpirlo con gli archi, ma alla fine a ucciderlo stato Berus scagliando un pugnale.

Per fortuna lo stregone è rimasto in fin di vita e abbiamo potuto rianimarlo e parlargli. Persuaso dalla punta del mio pugnale rigirata nella sua gamba l’uomo ha affermato che la strega che sto cercando era stata effettivamente li e gli aveva rubato un feticcio, ma lui non sapeva dove poi si fosse diretta. Era quello stregone il responsabile della pestilenza e sperava ppoi di rianimare anche i cadaveri del villaggio per costruire un esercito di morti. Ci disse che a dagli il sapere per rianimare i morti fu un cavaliere dall’aspetto gramo e il volto coperto, in sella ad un’enorme stallone nero.

Non che si possa credere a tutte le farneticazioni degli eretici.

Tornati ad Arizza abbiamo consegnato lo stregone alla guardia del villaggio perché lo consegnassero al Conte Basianto, così finalmente avrà un colpevole per il suo rogo e potro sentirmi assolta dagli obblighi nei sui confronti.

Non appena io e Berus potremo tornare alla miniera intendo recuperare un baule di cui ignoro ancora il contenuto, ma che era guardato a vista dai biro biro, e il minerale che ho abbandonato per spedirvelo, per quanto dubito che voi vi premurerete di lodare la previdenza di vostra figlia, intento come siete a tessermi le lodi dei miei fratelli.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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La porta del Diavolo – due streghe

Padre,

so che probabilmente queste parole ti giungeranno sgradite, ma non intendo tornare sulle mie decisioni. Ho preso i voti come cavaliere della fede ed ora sono una Domincella dell’ordine della Sacra Chiave.

Ti prego di non mandare più i tuoi attendenti a tentare di liberarmi perché il mio attendente Mascagno Uguccione ha minacciato di ucciderli la prossima volta che tenteranno. L’uomo è il più laido e disonesto dei convertiti al nuovo culto che abbia mai conosciuto, ma si è preso a cuore della mia vita e della mia virtù dimostrando in entrambe le cose molto zelo.

Ti farà piacere sapere che di recente io e Uguccione ci siamo recati in visita dal conte Basianto di Imen, un convertito da breve data, che si dimostra uomo molto probo e magnanimo. Sono convinta che se ti degnerai di fargli visita potrebbe perorare la tua causa per un seggio nel consiglio del patriarcato.

Il nobile mi ha affidato la missione di scoprire cosa fosse successo nella valle del lago Nemis dove si aggirano strani presenze demoniache. Non vi tedierò con i dettagli sugli orrori che ucciso in questo mio viaggio, sono stata inseguita da biro biro, zombi e basilischi, ma la mia spada ha sempre vinto ogni male.

Ho invece incontrato Berus Bianciforte, un uomo che cercava redenzione, uccidendo tutte le creature malefiche che incontrava, nella speranza di ottenere salvezza per aver contribuito involontariamente a liberare le due streghe, che in base al suo racconto appariva chiaro ora infestassero la valle.

Ho anche incontrato un colagogo, sebbene in miei maestri lo definiscano una creatura sordida e infida, in realtà in lui vi è meno malizia che in molti esseri umani e si è dimostrato di grande aiuto nell’indicarmi nei frammenti della grossa croce tau che si trova all’ingresso della valle l’arma che potrebbe sconfiggere il mio nemico.

Assieme abbiamo affrontato una delle due streghe nel tempio della dea della caccia, ormai in rovina. La donna per metà belva feroce nell’aspetto, visto che non riusciva ad ucciderci ci ha lanciato contro un incantesimo di torpore, ma Berus incredibilmente ha resistito e l’ha stordita. Dalla corrispondenza fra le due streghe appare chiaro che esse vogliano utilizzare un varco chiamato porta del diavolo per evocare nuovamente Diana in questo mondo. Si tratta dello stesso varco da cui un anno fa emerse il Demone Trespolo che possedette il corpo della giovane Titilla e venne ucciso da un mio confratello: il savio Luthor, un pupillo del cardinale Von Honkenlstalf.

Per precauzione Uguccione ha tagliato la lingua della donna perché non potesse più fare magie, ma si è trattato di uno sforzo inutile, la donna è una metamorfica e se l’è fatta ricrescere fuggendo poi dalla prigione e uccidendo 5 guardie.

So che darò un ulteriore dispiacere, ma credo che tornerò a casa per la fine dell’autunno. Con l’aiuto di messer Bianciforte intendo stanare le due venefiche e sgominare il loro piano, la mia vera aspirazione spererei che ormai tu l’abbia capito è condannare gli eretici al rogo.

Termino, o padre, rispondendo alla vostra precedente domanda. Non ho pensato agli uomini durante il mio viaggio e non ho incontrato nelle mie peregrinazioni alcun partito che mi possa essere confacente.

Devotamente figlia vostra,

Camelia Farnese.

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La porta del diavolo – Farnese

« Madamigella Farnese, ho sentito pronunciare su di voi ogni sorta di encomio. Mi siete stata descritta come una fanciulla di incomparabile virtù e castità, dotata di un ampio intelletto e di un grande spirito critico, non che un martello degli eretici e dei pagani, gli unici da cui provengono critiche al vostro operato.

Sono perciò onorato che siate venuta a porgermi i miei rispetti e mi rincresce che i miei impegni mi abbiamo impedito di darvi udienza in precedenza, ma i miei sudditi sono molto turbati da alcuni recenti eventi di cui desidererei parlarvi. »

« Siete troppo lusinghiero conte Basianto, ho apprezzato ogni minuto della mia permanenza ad Imen, anche se su questo luogo mi pare incomba un’ombra incredibilmente lugubre. Le vostre parole ora confermano i miei sospetti… »

« Attendete Dominicella, prima di parlarvi dell’orrore che serbo nel mio cuore ho necessità di farvi una domanda che forse troverete irriverente e alquanto personale, spero non me ne vorrete ma ho bisogno di essere sicuro di potermi fidare di voi. Sapete che sono un devoto della vostra fede che supporto con oblazioni generose, ma ho bisogno di essere sicuro che siate la persona adatta per entrare nella bocca dell’inferno e uscirne.

Dicevo che apparite come un esempio di modestia e purezza, ma talvolta sono proprio le persone più pure a nascondere i segreti più neri? Qual è il vostro lato oscuro?

Una storia sussurrata dalle vecchie per mettere paura ai nipoti disubbidienti, racconta di una ragazzina che una notte si perse in strada e seguì la processione dei penitenti che venivano fustigati nel loro cammino verso il rogo. Alla fine della strada, la bambina scalza e sporca degli spruzzi di sangue prese una torcia e accese anche lei uno dei roghi per scacciare con il fuoco la paura della notte. Al sentire le grida dei dannati la bambina sorrise e tornò a casa soddisfatta? Conoscete quella bambina Madamigella Farnese? »

« Effettivamente quella bambina ero io, ma il mio non è sadismo è devozione. »

« E’ tutto così semplice Dominicella? Non desiderate mai nessuno nel vostro letto nelle notti di inverno, che scaldi le vostre membra infreddolite. Non anelate di sentire nulla dentro o fuori di vi… »

« Tutto quello che desidero è bruciare gli eretici e farli soffrire mentre confessano. »

« Allora siete la persona giusta per questo incarico Madamigella Farnese. Dovete sapere che un anno fa il Mistico Sarmas e il sacerdote pagano Attilius vennero uccisi, nella valle del lago Nemis, da un demone che aveva posseduto la figlia del sacerdote.

Il titolo di Rex Nemeronensis venne acquisto dall’evocatrice che aveva scacciato il demone, ma questa insultò Educ, il Signore del Potere di Maro e dovette fuggire lasciando il tempio vuoto.

Ora la valle è priva di un nume tutelare ed è diventata il rifugio di demoni, mostri ed eretici. C’è chi dice che la porta del diavolo sia nuovamente aperta e chi dice che vi sia una congrega di streghe che vuole celebrare un Sabbath.

Voglio che voi fermiate l’empietà, qualunque sia la sua vera origine, e che mi riportiate un colpevole da bruciare nella piazza del paese per tranquillizzare la popolazione. »

« Sarà un mio piacere Conte… partirò alle prime luci dell’alba. »

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Dominicella Farnese

Questa sera riprendo a giocare a K.K. 1 vs 1 (due per la verità, perchè il pg ha un fido seguace) Per la verità avrei ancora da scrivere alcune parti della cronaca precedente e sarebbe il caso che finissi ma per ora aspetterò di capire se gli altri giocatori intendono poi riprendere a giocare a K.K. (nel qual caso una parte sarebbe meglio rigiocarla)

Questa volta ho deciso di utilizzare le regole di Labirinth Lord come base, senza rinunciare alle caratteristiche di D&D 3.5 che preferisco (talenti, classe dell’armatura ascendente, armi masterwork, DR piuttosto che invulnerabilità alle armi normali) Questa volta per incantesimi e TS uso le regole di L. L.

Farnese – Cavaliere della fede

str 16 +2

dex 10 /

con 15 +1

int 14 +1

wis 9 /

cha 7 -1

PF 15d8 ad ogni livello +3

una lingua bonus, weapon focus spada, protettore: sacra Malvasia (proteggi li credenti con la corda e li ferri roventi)

cotta di maglia, scudo e spada mw

AC 13 / DR 2

att +5 1d8+2

Soffio Morte/Veleno Paralisi/Pietrificazione Bacchette Incantesimi
17 14 16 15 18

Tiro per colpire: Guerriero

Tiri salvezza: Guerriero

Armature: tutte; sono permessi gli scudi.

Armi: tutte.

Regole speciali: scacciare non morti (come chierico), scacciare demoni (15% di base, +6% per livello), individuare demoni (20% di base, +6% per livello), giudizio divino (1/giorno bonus al danno pari al doppio del livello)

padronanza del combattimento: al sesto livello colpisce due volte per round.

Mascagno Uguccione – ladro

un vero devoto, fedele, laido e impertinente.

dex 13 +1

ML 6

PF 27 ad ogni livello +2

weapon focus spada corta, +1 iniziativa

corpetto di cuoio, spada corta e pungale

AC 12 / DR 1

att +1 1d6

att +1/+0 1d4

Soffio Morte/Veleno Paralisi/Pietrificazione Bacchette Incantesimi
16 14 13 15 14

Punti ferita bonus per livello: 2

Tiro per colpire: Chierico

Tiri salvezza: ladro

Armature: come il ladro.

Armi: come il ladro

Regole speciali: abilità dei ladri (tutte), attacco alle spalle, leggere pergamene.

padronanza del combattimento: al sesto livello colpisce due volte per round