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Partita a Zombicide di capodanno.

A corredo di una cena la cui preparazione è durata  dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio ieri sera si è tenuta l’ultima partita a Zombicide Black Plague dell’anno e anche la prima del nuovo anno, ma la seconda è molto meno interessante.

Ecco la preparazione del tavolo di Zombicide.

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Si noti la flotilla di extra ed espansioni e le porte di Heroquest (purtroppo le porte chiuse sono solo otto e per giocare a Black Plague ne servono in genere una dozzina)

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Si comincia in salita ma per fortuna i dadi con i teschi portano bene.

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Per ora si inizia ad esplorare compatti

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Arrivano i primi lupi.

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Arrivano anche i corvi

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Fanno però una brutta fine. Il bello di Zombicide Black Plague è anche che le situazioni si ribaltano in continuazione.

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Ginevre con balestra darti extra e danno bonus. È un brutto momento per l’abominazione.

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Che infatti crolla. Ora bisogna occuparsi del negromante.

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Che Capitola anche lui.

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L’altro lato del tavolo di Zombicide richiede attenzione.

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Occorre dividerci.

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Klom è un barbaro. Ora si diverte. Poveri zombi.

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Cominciano ad arrivare le prime Abomibazioni

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Siamo in arancione e arrivano le orde di Zombi. Ora si vede il lato oscuro di Zombicide Black Plague.

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Non ci sono più corvi a sufficienza e quindi signore e signori abbiamo un’attivazione extra. Un Klom solo e sotto equipaggiato muore miseramente e siccome servivano sei eroi vivi per vincere la partita abbiamo perso l’ultima partita dell’anno. Errore da niubbo per me

Per la prima partita del nuovo anno eravamo stanchi e si avvicinava l’ora di andare a nanna. Abbiamo quindi fatto la prima partita e vinto facile.

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Zombicide – continuando l’avventura

Dopo la delusione per la prima partita giocata abbiamo ripreso una seconda volta più determinati di prima.

Trascuriamo la parte trascorsa al livello azzurro e partiamo da giallo quando i nostri eroi incontrano nello stesso turno una doppia evocazione di lupi e corvi, e svariate abominazioni sul tavolo

Fortuna vuole che milo sia in possesso di una pergamena di disintegrazione.

Il passaggio successivo è ad opera di Klom che con un po’ di fuoco di drago si libera di una marea di zombi passando direttamente da azzurro ad arancione.

Il gioco prosegue abbastanza tranquillo per un paio di turni mentre compaiono negromanti.

Poi compare l’abominatroll e le cose cambiano drasticamente.

Il problema di tali abomibazioni è che devono essere uccise con il fuoco di drago e se hanno linea di vista su qualcuno allora hanno tre attvazioni. Va da se che una creatura simile è un rallenta gioco pazzesco costringendo i personaggi a girare spesso in tondo e a fare rumore.

A ora di cena il troll era ancora tranquillo in gioco mentre noi mangiavamo una pasta fredda.

A furia di girare siamo riusciti a


Zombicide Black Plague – second mission the black book parte prima

Domenica ci siamo trovati a giocare a Zombicide Black Plague a casa di amici per un bel partitone a quattro giocatori con 8 personaggi. È quando comincia ad aumentare il numero dei giocatori in campo che questo gioco da il meglio di sé. Non avendo troppa voglia di incasinarci e troppo la vita siamo andati per la missione numero due a caccia del Black Book. Se pensavamo di aver scelto una missione semplice per passare un pomeriggio in rilassatezza ci sbagliavo di grosso.

Dopo le esperienze passate siamo andati per un gruppo relativamente bilanciato: tre picchiatori, un arciere, due maghi e due veloci.

Io ho preso Klom e Shas Kel, il primo per il mio amore per gli ogre e per confrontation, la seconda come tributo al genio di Adrian Smith.

No’Akei (la fidanzata) ha preso Milo (per l’amore perle illustrazioni di Naiade, oltre che per l’elevato volume di danni)  e Cadence.

Gli amici hanno scelto Samson, Xuxa, Hitch e la maga del set di Jhon Howe.

Con l’eccezione del solido Samson si tratta di tutti personaggi delle espansioni di Zombicide Black Plague.

Stederemeo un velo pietoso sulle vicissitudini della prima partita alla ricerca del “Black Book” in cui dopo mezz’ora di gioco alle 16. 00 del pomeriggio tre eroi ci avevano già rimesso la vita a causa di una grossa sfortuna con i dadi e alcune mosse troppo azzardate.

Dopo una breve riflessione abbiamo escluso che la scelta dei personaggi fosse inadeguata e abbiamo riprovato con gli stessi…

Da qui in poi le cose sono andate per le lunghe.


Soddisfazioni e gdr

Finalmente il lavoro sembra avermi lasciato un po’ di tempo libero anche se so che non durerà molto e spero di potermi prendere meglio cura del blog (proposito disatteso ormai da due anni, statistiche delle visite alla mano) ma almeno il gdr sembra portare soddisfazioni.

Sul piano ludico il mio interesse si è ormai interamente sposato da Warhammer ad Infinity e ne frattempo a tratti si continua a giocare a Pathfinder. Zomicide è fermo ma spero di riprenderlo in occasione dei carmini in festa.

Nell’ultima sessione ho fallito miseramente una sequenza strepitosa di tiri in combattimento nonostante la mia spada affilata che raddoppia le speranze di critico ma m sono tolto la soddisfazione di stracciare a fine partita l’accusa durante il processo alla bestia. Ho insinuato seri dubbi nei cittadini di Lepistadt sul fatto che la bestia sia davvero questo genio criminale. Il tutto grazie anche agli indizi di Marivina. Reveria è decisamente una macchina da guerra quando si arriva a politica, intrigo diplomazia e sotterfugi, peccato che in combattimento sia brava solo ad incassare.

Nel frattempo  diventata manifesta la mia devozione per Yog Sothtoth che come patrono del lunatici solitari sembra molto adatto al carattere poco equilibrato della protagonista. Come sussurratore di incantesimi è molto più adatto di Shub Niggurath per li background arcano della protagonista.

Domenica si gioca di nuovo e spero nei prossimi giorni di andare avanti con la cronaca della campagna.


Zombicide Black Plague – Abomination

Una delle mie abomibazioni preferite di Zombicide Black Plague dopo l’abominaratto è l’abominatroll.

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Questa è la versione dipinta da Gabric di rage terrain art

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Programma per il futuro

Questa sera si gioca a Pathfinder e un’altro pezzettino dell’oscura storia di morte sovrana si dipanerà per l’orrore dei nostri eroi (ho scoperto che la quarta o quinta missione riguarda gli orrori del mytos e quindi l’hype sale ulteriormente)

Nel frattempo mi sono dedicato assieme con No’Akei a riorganizzare le scatole di Zombicide perchè si potesse spostarle senza l’uso di una carriola.

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Per prima cosa ci siamo liberati di tutta la plastica che per quanto bella nella scatola base non è pratica con tutte quelle espansioni.

Dopo aver raggruppato i mostri per tipo e aver fatto un po’ di prove e tentativi alla fine tutto è entrato in sole due scatole.


la cittadella senza sole – madre dei ratti

Ricordo ancora a tempi della prima uscita di D&D terza edizione quando mi imbattei per la prima volta ne la Cittadella Senza Sole e vidi le potenzialità di alcune delle idee presenti in quell’avventura presentata come un proof of concept in attesa dell’uscita del manuale dei mostri e del manuale del master.

Anche se adesso gioco abitualmente Pathfinder, la scelta di tale sistema di gioco risiede nella convinzione che sia la naturale evoluzione di D&D 3 e D&D 3.5 e ne risolva una parte dei difetti.

Fra le varie creature della struttura sprofondata con cui nel 2000 sono tornato al gdr dopo anni di abbandono vi era Gugash la madre dei ratti, il ratto più grosso obeso e laido di tutta la cittadella senza sole.

Ora a poche settimane dal termine delle spedizioni del materiale di Zombicide Black Plague e a 16 anni dall’uscita di D&D 3 e della cittadella senza sole mi preparo all’idea di avere finalmente tra le mani un mostro che rappresenti la madre dei ratti.